[effe] Contro l’inerzia nel pensare e la pigrizia nel proporre

- Di offset, di presunti falsari e di autoproduzioni -

di Carla Vasio, 2 ottobre 2015

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Credo faccia parte di tutti gli slanci di libertà creativa il desiderio di attivare mezzi di diffusione autonomi che possano presentare quanto di vivo e nuovo viene a proporre la scrittura in atto.
È accaduto anche negli anni Settanta, dopo le turbolenze del decennio precedente, che un gruppo di scrittori indipendenti si riunissero nella Cooperativa Prove Dieci per pubblicare in una nuova collana i testi che ci sembrava meritassero una maggiore diffusione e invece erano stati rifiutati dai centri di produzione accreditati. In cerca di strumenti autonomi di pubblicazione ci siamo decisi a comprare una macchina da stampa offset grande e pesante che, abbiamo saputo in seguito, era la preferita dai falsari per stampare moneta falsa. Difficile spiegare alla polizia, quando insospettita ci onorava di continue visite di controllo, che non stampavamo carta moneta bensì testi letterari e favole illustrate. Da non sottovalutare anche le necessità più modeste, come la pulizia serale dei massicci cilindri di stampa avidi di dita umane: quando toccava a me, infilavo grossi guanti da muratore di tre misure più grandi, che abbandonavo in tempo ai rulli salvandomi le mani.

Piccole storie in cui si gioca l’aria del tempo: fanno parte di una cultura ricca di slancio vitale, pronta a reinventarsi a ogni prova. Le due rivoluzioni culturali del secolo, e si può ormai dire del secolo scorso, cioè il Futurismo e le Avanguardie degli anni Sessanta, testimoniano di una cultura italiana tesa a rinnovare sia le cose che le lingua usata per pronunciarle.

Ormai tutto questo sembra privo di interesse essendo radicalmente cambiate le mete e anche le vie per raggiungerle in una Italia che ora sembra a dir poco impigrita, obbediente a una convenzionalità collettiva che è come dire rassegnata alla mediocrità.

Ecco perché provo interesse e simpatia quando incontro nei più giovani un’intelligenza non ripetitiva e non disarmata nella lotta contro l’inerzia nel pensare e la pigrizia nel proporre – come questi ragazzi raccolti intorno alla rivista effe, capaci di un entusiasmo sostenuto da solida cultura ben assimilata e produttiva. Ed ecco perché a effe, e a chi ci lavora arricchendola di idee e materiali creativi, auguro una lunga vita, ricca di attività ma anche di battaglie – anche di vittorie e di conquiste naturalmente, ma in fin dei conti questo non è così importante: ciò che importa veramente è scampare la pelle tenendo in mano il tesoro.

 

Il presente articolo è l’editoriale di effe – Periodico di Altre Narratività #3, a firma di Carla Vasio, che ringraziamo per la disponibilità. L’illustrazione è di Alina Vergnano.

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